Suo socio nell'insegnamento della materia "Laboratorio di chimica - fisica" è il barbuto professor Campagnoli. Insieme, Reda a Campagnoli, fanno fare alle loro classi interessantissimi esperimenti nel massimo rispetto delle norme di sicurezza. "Certo - spiega Campagnoli - capita che qualche allievo metta le mani nelle provette dell'acido, o che ingerisca del paradiclorobenzene, ma, le statistiche lo garantiscono, il laboratorio è piu che sicuro".
Appassionato di statistica a di multimedialità è anche il professor Pascal, insegnante di Informatica, che viene però spesso distratto da un suo altro interesse: le ragazze, giovani possibilmente. Infatti, sebbene ormai ultracinquantenne, non ha ancora deposto "L'ascia di guerra".
Nel manoscritto compaiono quindi le descrizioni dei compagni di classe dell'autore. Purtroppo, per mancanza di tempo, non posso che trascrivere solo quelli che sembrano più interessanti. Aristofane, chiamato così per la sua abilità nell'improvvisarsi sapiente durante le interrogazioni, è noto per il suo ciuffo sporgente verso l'alto a per la sua avversione nei confronti del professore di Disegno, Cardano, inventore del suo soprannome.
Nella lista compare poi una certa Lecchini - l'autore non ne specifica il casato - che si distingue, come può forse suggerire il nome, per il suo smodato desiderio di farsi notare dai professori, attirando così le ire dei compagni. "In fondo - riflette l'autore - che male può mai fare? Vuol solo far sapere che c'e, che è viva, che Conta...".
Ci sarebbero molti altri fatti, riportati nel manoscritto, da raccontare, ma una considerazione li deve precedere: queste persone hanno qualcosa di familiare, di conosciuto; come se nel lungo a tortuoso cammino della Storia vi fossero degli elementi che, periodicamente, si ripetono. Per quale affascinante gioco di rimandi un manoscritto di tanti anni fa ripropone storie di persone che sembrano usciti dalla mia esperienza quotidiana? Forse ognuno di noi avverte il bisogno di superare la fisicità a la limitatezza delle trasformazioni chimiche che, come colpi di martello, scandiscono la nostra esistenza per lasciare, raccontando il proprio vissuto, una traccia, un suono, una goccia nell'immenso mare che è l'insieme delle nostre esperienze.
Questa conclusione m'e parsa cosi giusta che ho pensato di metterla qui, come sugo di tutta la storia. La quale, se non v'e dispiaciuta affatto, vogliatene bene a chi l'ha scritta, a anche un pochino a chi l'ha raccomodata. Ma se invece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s'e fatto apposta.



