
Il castello di Dublino
Il pomeriggio seguente lo trascorro nel bellissimo Phoenix Park (Páirc an Fhionnuisce, letteralmente "Parco dell'acqua chiara"), sede tra l'altro della residenza del Presidente d'Irlanda. Visito il giardino zoologico (uno dei più antichi del mondo), l'obelisco di Wellington e il magazzino fortificato, citato in un libello di Jonathan Swift: "Finalmente una prova dell'astuzia irlandese / qui l'arguzia è palese / quando non resta niente che valga la pena difendere / noi costruiamo un magazzino".
Il giorno successivo, finite le ore di lezione mattutine, visito il Castello di Dublino, simbolo della passata dominazione britannica, sede del giuramento del primo Presidente d'Irlanda e oggi adibito a lussuoso alloggio di stato. Fatta eccezione per la Record Tower, che risale al 1228, l'attuale castello è stato ricostruito dopo che un incendio nel 1673 distrusse la precedente fortificazione medioevale. Il mio giro continua lungo la poco distante Grafton Street, la via dello shopping, alla fine della quale si trova la statua di Molly Malone.

La pubblicità della Guinness,
disegnata nel 1936 da John Gilroy
Rientrato a casa, dopo l'ormai consueto tè, Séamus, che fino a poco prima stava guardando una partita di biliardo in TV, si risveglia dal torpore e mi sfida a Badmington, un gioco simile al tennis, molto popolare nei paesi anglofoni. E' la prima volta che mi cimento in questo sport e, com'era prevedibile, le mie prestazioni sono da dimenticare.
Verso sera Tara è pronta per andare a una festa e il suo abbigliamento, che poco lascia all'immaginazione, conferma quanto già avevo notato camminando per le strade di Dublino: le ragazze, in genere non particolarmente attraenti, sembrano vestire tutte in maniera alquanto succinta, incuranti della temperatura esterna che è spesso inferiore ai dieci gradi. Le giornate seguenti trascorrono senza avvenimenti degni di nota e prima di accorgermene mi ritrovo nuovamente a Milano.

Ross Road, County Kerry
Torno in Irlanda solo sei anni dopo, questa volta per visitare, su consiglio dell'amico Sergio, la Contea di Kerry e quella di Cork, situate nel Sud-Ovest dell'Isola. Per questo viaggio farò un uso intensivo della piattaforma Couchsurfing.org. La fine di Febbraio non è forse il periodo migliore per fare il turista, ma una pausa è d'obbligo dopo una stressante sessione di esami in terra tedesca. Così alle quattro del mattino di Domenica 20 Febbraio 2011 attendo il bus che mi porterà alla stazione ferroviaria di Bonn. Da lì prendo il primo treno per Colonia, salgo sul pullman diretto allo sperduto aeroporto di Frankfurt-Hahn (due ore e mezza di viaggio) e, verso le dieci di mattina, incurante della neve che ha iniziato a fioccare, mi imbarco sul volo Ryan-Air diretto a Kerry.
Il tempo non sembra essere migliorato di molto durante il volo: partito con la neve, atterro con la pioggia. Il prossimo autobus passerò solo tra due ore, così approfitto di un taxi-bus prenotato da un gruppo di tedeschi per farmi dare un passaggio fino a Killarney. Qui mi incontro con Ray, ingegnere cinquantenne residente ad Aghadoe, piccolo paesino affacciato sul Lago Lough. Gentilmente mi accompagna per un giro turistico della città, arricchendo la conversazione con racconti e aneddoti; le strade sono strette e molto ben tenute (Killarney ha infatti vinto il premio come città più curata d'Irlanda), la gente rilassata e il traffico quasi assente. Visitiamo la Cattedrale di St. Mary, costruita nel 1855 in stile gotico, il Parco Nazionale di Killarney e Ross Castle, fortezza risalente al 1850, dalla quale si può ammirare in lontananza l'Isola di Innisfallen.

Ross Park, County Kerry
"Il cielo d'Irlanda e' un enorme cappello di pioggia
il cielo d'Irlanda e' un bambino che dorme sulla spiaggia
il cielo d'Irlanda a volte fa il mondo in bianco e nero
ma dopo un momento i colori li fa brillare piu' del vero"
("Il Cielo d'Irlanda", Massimo Bubola, 1992)
Viaggiando, capita a volte di comprendere più a fondo i versi di una poesia, i riferimenti di un libro o le citazioni di qualche film. In questo caso non posso fare a meno di ripensare alla bellissima canzone "Il cielo d'Irlanda", scritta da Massimo Bubola nel 1992 e resa celebre dall'interpretazione di Fiorella Mannoia. Mi accorgo solo ora quanto molti dei suoi versi, che ho sempre ritenuto essere abbastanza fantasiosi e scritti solamente per ragioni metriche o di rima, siano in realtà molto pertinenti: il cielo d'Irlanda è davvero "un enorme cappello di pioggia" e in certi momenti ricorda proprio una "donna che cambia spesso di umore". Infatti, tra la camminata nel parco e l'arrivo a Ross Castle (circa due chilometri di percorso) il sole si affaccia e scompare una decina di volte, inframezzato da brevi e violenti scrosci d'acqua. Ray mi cita un famoso detto irlandese: "Se non ti piace il tempo che fa ora, aspetta un minuto". La serata trascorre tranquilla, tra discussioni di storia, politica e attualità. Scopro dettagli inaspettati sull'importante ruolo avuto dal Calcio Gaelico nell'organizzazione della resistenza irlandese agli inizi del '900. Sulla via di casa, noto che molti hotel espongono, oltre a quella irlandese ed europea, la bandiera americana. Ray mi spiega che i turisti più facoltosi sono in genere statunitensi e sono soliti affittare una stanza in qualche lussuoso albergo per l'intera stagione estiva.

Lady's View, County Kerry
Il mattino seguente, sprezzante delle grige nubi che attendono minacciose, mi sposto a piedi verso Muckross House (Theach Mhucrois), residenza estiva costruita nel 1843 in stile Tudor, rinnovata e ampliata intorno al 1850 al fine di ospitare la Regina Vittoria. Il tempo sembra migliorare e in pochi minuti un cielo di un azzurro intenso accoglie il mio ingresso nei bellissimi Giardini di Muckross, caratterizzati da una natura suggestiva e da una invidiabile posizione: l'area si trova infatti nella penisola di Muckross, sottile lingua di terra situata tra i due laghi di Killarney. Il tempo trascorre veloce e devo pensare a raggiungere la mia prossima meta: uno sperduto ma molto caratteristico paesino di nome Sneem.

Kenmare Bay, County Kerry
Essendo bassa stagione il servizio pubblico non è garantito e devo ricorrere all'autostop. Progetto di muovermi in due tappe (Muckross-Kenmare sulla statale N71 e Kenmare-Sneem sulla Statale N70) invece di provare la sorte con un passaggio diretto lungo la meno trafficata Regionale R568. Dopo una trentina di minuti la fortuna mi arride: Brendan, un pasticcere di Killarney, accetta di darmi un passaggio fino a Kenmare dove deve recarsi per incontrare un amico. Durante il tragitto mi racconta qualche aneddoto sui luoghi che stiamo attraversando, fermandosi nei punti panoramici per farmi scattare un po' di foto. La strada tortuosa si inerpica tra rocce, burroni e crepacci. Raggiungiamo lo splendido spiazzo di Lady's View dal quale si possono ammirare tutti e tre i laghi del Ring of Kerry. La zona è desolata ma nonostante questo affascinante.
Ridiscesa la montagna dall'altro fianco, Brendan allunga di poco il tragitto per mostrarmi la Baia di Kenmare che si apre una decina di chilometri più avanti direttamente sull'Oceano Atlantico. Avendomi preso in simpatia, si offre di darmi un passaggio fino a Sneem da cui proseguirà, con una deviazione di circa trenta chilometri, verso Killarney. Così, mentre lui incontra il suo amico, visito la piccola cittadina di Kenmare (Ceann Mara, letteralmente "Capo del Mare").
Il mio itinerario nel Sud-Ovest dell'Isola (Ingrandisci)
A Sneem (An tSnaidhm che significa "Il nodo") Brendan mi presenta l'unico farmacista del paese. I due si conoscono fin dall'infanzia, essendo entrambi originari di Killarney. Sarò ospite di Eoin, un ragazzo di trent'anni che si occupa di informatica e conosce tutti i segreti della zona. Il programma per la serata prevede una Jam Session con una decina di altri musicisti irlandesi. L'atmosfera è fantastica e, grazie a una chitarra di riserva, dimentico presto la mia stanchezza. Il piccolo paesino si rivela essere parecchio internazionale: Sarah, che suona chitarra e flauto irlandese, è di Newcastle, Inghilterra; John, chitarra solista, viene da Brussels; Jean, percussioni, è originario della costa azzurra; Teresa, violino, è di Grandola, Portogallo. Una serata indimenticabile trascorre così tra musica, pizzette e torte.

Il piccolo porto di Sneem, County Kerry
Al risveglio, nonostante la pioggia incessante, decido di esplorare quello che Sneem ha da offrire: due piazze (denominate "Nord" e "Sud"), un ponte, due chiese, quattro pub e un fiume per un totale di seicentosettantadue abitanti. Le case sono tutte pitturate a tinte molto accese. Si racconta che siano stati scelti questi colori al fine di far trovare la strada di casa anche agli ubriachi. Nonostante le ridotte dimensioni del paesino, il mondo è passato anche da qui, lasciando di tanto in tanto qualche segno: una statua commemora le numerose visite del Presidente francese Charles de Gaulle (1890 - 1970); Earbhall Ó Dálaigh (1911 - 1978), quinto Presidente d'Irlanda, originario della zona, è seppellito nel cimitero del paese; al centro della piazza Sud una scultura di bronzo commemora il compaesano Stephen "Crusher" Casey (1908 - 1987), campione mondiale di wrestling. Mi incammino lungo un sentiero che conduce al porticciolo, riflettendo sull'importanza che anche il paesino più insignificante assume nel complesso gioco di incastri della Storia. La nebbia mi circonda mentre il fiume Sneem scorre gorgogliando poco lontano.

Il Murphy's Bar di Sneem
Rientrato a casa, Eoin mi mostra un libro, realizzato con il contributo degli abitanti di Sneem, che raccoglie gli eventi significativi degli ultimi tre secoli del paese con tanto di foto e documenti d'epoca. Lo sfoglio con interesse sorseggiando un ottimo tè. Nel pomeriggio ci rechiamo in visita a un suo amico chitarrista che abita in una zona sperduta tra le colline. Il paesaggio è pittoresco e Eoin mi indica alcuni megaliti eretti in età precristiana. Gwan vive in una piccola casetta polverosa composta da due stanze: un cucinino e un salotto strapieno di strumenti musicali di ogni tipo: violini, chitarre, bouzuki, mandolini, tamburi, pianole... Lungo le pareti si alternano numerosi scaffali con libri che poco sembrano avere in comune. Tra questi "La Critica della Ragion Pura", "Biografia di J. S. Bach", "La bibbia di MySql" e un trattato su "Come parlare in pubblico". La conversazione con Gwan è interessante e rimango stupito dalla sua conoscenza della produzione di Giovanni Guareschi. Concludiamo la serata al caratteristico Dan Murphy's Bar dove conosco molti altri abitanti del paese.

Il Castello di Macroom
L'indomani mi attende un lungo viaggio fino a Cork. Due giorni prima, Brendan mi aveva raccontato di dover raggiungere l'aeroporto della città per accogliere dei suoi amici bengalesi di ritorno dalle vacanze. Quindi l'obiettivo è raggiungere Killarney prima di mezzogiorno così da poter fare la tratta Killarney-Cork con lui. La fortuna è dalla mia: dopo neanche venti minuti di attesa, John, un cuoco di origini scozzesi, mi dà un passaggio lungo la solitaria R568 che unisce Sneem a Killarney. Incontro Brendan a mezzogiorno in punto e, in meno di due ore, dopo una breve sosta nel piccolo paesino di Macroom, raggiungiamo Cork. Durante il tragitto mi racconta del famoso funerale del Presidente Dàlaigh, quando auto di lusso e personalità importanti si erano dovute recare fino a Sneem, lungo le strette stradine della contea, per porgere l'ultimo saluto al defunto politico.

La Cattedrale di Saint Finnbarre, Cork
Il mio ospite a Cork, Ciàran, è un giovane archeologo di trent'anni che vive in un appartamento a due piani in Probys' Quay, situato nell'ultima casa prima della bellissima cattedrale di Saint Finbarre. La posizione è ottima per fare del turismo: a breve distanza si trovano infatti la già citata Cattedrale neogotica, edificata nel 1870 sui resti di un precedente edificio neoclassico; l'antico Elizabeth Fort, edificato nel 1600 su una collina dalla quale si domina l'intera città; English Market, uno dei due mercati coperti di Cork, dove si possono comprare prodotti freschi di ogni tipo; e la rinomata università di Cork. La cittadina, nonostante il freddo pungente, è davvero gradevole e a misura d'uomo. In serata partecipo a un ritrovo con altri couchsurfers, organizzato in un antico pub della città con musica dal vivo. L'atmosfera è incredibile e mi trovo subito immerso in fitte conversazioni con gente proveniente da ogni angolo del mondo. Il mio ospite mi racconta della sua ultima spedizione in Armenia e del ritrovamento, compiuto dalla sua squadra di ricerca, della scarpa più antica del mondo (risalente al 3000 AC). Affascinato domando ulteriori dettagli mentre la cameriera serve un altro giro di Guinness.

Charles Fort, Kinsale
Il mattino seguente, di buon ora, prendo il primo bus per Kinsale, cittadina medioevale situata alla foce del fiume Bandon, molto rinomata oggigiorno per gli ottimi ristoranti. Il tempo è variabile e, tra un acquazzone e il successivo, riesco a godermi una visita nel bellissimo Charles Fort, costruito a partire dal 1677 per impedire gli attacchi delle navi francesi e spagnole. Sulla penisola di fronte, separato da pochi chilometri di mare, sorge James's Fort, edificato agli inizi del 1600. I due forti, in tempo di guerra, venivano uniti da una resistente catena sottomarina così da danneggiare gravemente la chiglia di qualunque nave tentasse di raggiungere il porto di Kinsale. Sempre sul fronte bellico, gli abitanti della cittadina, come ricorda una lapide nel porto, raccolsero i superstiti del RMS Lusitania, nave americana affondata da un sottomarino tedesco nel 1916. Ritorno a Cork verso le sette di sera, stanco, bagnato fradicio ma soddisfatto. Ciaràn si rivela un cuoco provetto, preparando un risotto alla milanese così buono da far concorrenza a parecchie nonne lombarde.

Il Castello di Blarney
Il giorno successivo è la volta di Blarney, paesino situato a meno di dieci chilometri da Cork, famoso per l'omonimo antico castello e il curatissimo parco che lo circonda. All'interno della struttura è anche custodita, incastonata in una torre, la Pietra di Blarney (o Pietra dell'Eloquenza). La leggenda vuole che baciando la pietra con un labbro mezzo sospesi oltre un parapetto, si ottenga il dono di una parlantina persuasiva e ammaliante (Blarney significa infatti "sviolinata"). La tradizione del bacio, cominciata sul finire dell'800, è addirittura al centro di un'avventura di Sherlock Holmes. Secondo diverse statistiche la pietra è l'attrazione turistica più baciata del mondo e di conseguenza anche la meno igienica. Dopo le palpate al seno della statua di Giulietta a Verona, i tre giri sulle palle del Toro di Milano, pensavo di aver assistito al massimo della stupidità in fatto di credenze popolari. Ma viaggiare offre sempre incredibili sorprese.
Il giorno del ritorno è ormai giunto. A causa degli orari dei bus, nonostante sia situato nella vicina zona Est di Cork, non riesco a visitare Blackrock Castle, un'antica fortezza costruita nel 1600 per difendere la città dai pirati. Passando da Killarney mi incontro nuovamente con Brendan che si offre di darmi un ultimo strappo fino all'aeroporto.
Le persone e i posti conosciuti in questa intensa settimana affollano la mia mente mentre l'aereo si stacca dolcemente dalla pista.

Il lago Lough visto dal cimitero di Aghadoe
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