DUE ANNI DI MAGLIETTE [commenti]

10 aprile 2011, "Signori si parte!"


Il sonno della ragione genera mostri

Sono passati quasi due anni da quella fatidica estate in cui, nauseato dalle gesta del nostro Caro Leader, decisi di raccogliere la traduzione della frase "Sono italiano ma non ho mai votato Berlusconi" in tutte le lingue del mondo. Il numero delle traduzioni è ben oltre la settantina, gli iscritti al gruppo Facebook ammontano a un centinaio e l'esasperazione della maggioranza degli italiani ha superato il livello di guardia.

Lui è ancora lì, a difendere i suoi interessi, resistente alle crisi di governo, agli scandali più pruriginosi e alle catastrofi naturali. Per Natale ha ricevuto una scatola piena di Deputati e Senatori, molti degli esuli di FLI sono tornati a riva come i cadaveri dei clandestini sulle coste siciliane e la parola Bunga-bunga è entrata a far parte del vocabolario della lingua inglese. Insomma anche questa estate pare non si potrà stare tranquilli.

Sarebbe così bello, conversando con il vicino d'ombrellone di una spiaggia europea, poter dire con fierezza "Sono Italiano, sai Caravaggio, Galileo, Cavour...". "Ah, sì, Italia: Berlusconi, Scilipoti e Bossi, quello con la paresi al dito medio"... Servirebbe qualcosa per poterci dissociare, senza profferir parola, dall'italiota medio, per poter gridare in silenzio il nostro disappunto, per manifestare pacificamente la vergogna profonda che proviamo nel leggere ogni giorno le indecenti uscite del nostro primo ministro e del suo Circo Barnum. Così, dopo pressanti richieste da parte di numerosi visitatori, si è deciso di fare il gran passo: in collaborazione con gli amici di Silix.org abbiamo aperto un negozio virtuale dove sarà possibile acquistare le tanto desiderate magliette.

Abbiamo scelto la data del 10 Aprile per l'inaugurazione del negozio non solo perchè è il centesimo giorno dell'anno (a noi piacciono le cifre tonde) ma anche perchè novantanove anni fa, nel 1912, il Titanic, a cui abbiamo spesso paragonato la situazione politico-sociale italiana, partì dal porto di Southampton per il suo primo (e unico) viaggio. Noi crediamo fermamente che per evitare gli iceberg rappresentati da disoccupazione, corruzione, malasanità e infiltrazioni mafiose, sarebbe utile avere, nella cabina di comando, qualcuno molto più autorevole di un vecchietto che corrompe testimoni, mente all'intera nazione e si fa ricattare da prostitute di ogni età e paese. E speriamo ancora, molto ingenuamente, che qualcuno, con un'inaspettato scatto d'orgoglio e dignità, possa deviare la rotta prima che accada l'inevitabile. Altrimenti l'orchestrina di Apicella potrà continuare a suonare fino all'affondamento completo del Belpaese.

Sarebbe bello inoltre poter fare un breve riassunto degli episodi più divertenti relativi alle magliette. E' incredibile ma scrivere una cosa spiritosa in altre lingue aiuta anche ad abbattere la diffidenza e la paura del prossimo. Non di rado è capitato che perfetti sconosciuti attaccassero discorso con me proprio per via della maglietta. L'antiberlusconismo unisce i popoli e le generazioni. Alcuni esempi:


Sul treno diretto a Rapallo noto un signore dai tratti mediorentali che mi scruta con stupore. Vedo che sta leggendo la mia maglietta e abbozza un sorriso, distogliendo immediatamente lo sguardo. Qualche secondo dopo lo vedo confabulare con il suo vicino in una lingua a me sconosciuta, facendo un cenno nella mia direzione. Quest'ultimo signore si gira verso altri amici seduti poco dietro e anche questi iniziano a guardarmi divertiti. Ormai la scena è troppo evidente per non destare imbarazzo e il primo signore di alza e si dirige verso il mio posto, dicendo in un perfetto italiano: "Davvero divertente la tua maglietta. Ed è scritta giusta, nella lingua dell'Iran, il Farsi. Dove l'hai comprata?" Gli racconto tutta la storia che lui traduce con meticolosità al resto del gruppo, composto da una dozzina di persone. Ne approfitto per domandargli della sua storia e scopro che è scappato dall'Iran a causa della dittatura e vive felicemente a Genova ormai da quindici anni. Pensa che l'Italia sia un paese molto ospitale ma dice di aver notato, negli ultimi anni, una triste crescita del razzismo e di atteggiamenti xenofobi. Parla tremendamente del regime iraniano e mi racconta che i suoi amici sono venuti a trovarlo dalla Francia dove lavorano. Conversiamo ancora una ventina di minuti e prima che io scenda mi chiede un po' imbarazzato: "Possiamo fare una foto insieme con la tua maglietta?"

Sull'autobus a Milano è divertentissimo vedere pakistani, cinesi, arabi, ucraini e marocchini abbozzare sorrisi e confabulare tra loro facendo cenni nella mia direzione. Una volta uno di questi mi domanda con faccia triste: "Nessun votato lui. Allora come che è il capo?".

In una kebaberia di Tübingen, in Germania, il cameriere mi domanda, dopo aver sorriso, se so la traduzione di quello che c'è scritto sulla maglietta.

In aula all'università uno studente italiano mi domanda cosa ci sia scritto sulla maglietta. Gli traduco la frase, lui si congratula per l'originalità e si allontana in fretta spaventato, quasi temendo un sequestro stile Abu Omar.

A Zuoz, Svizzera, una signora mai vista prima scoppia a ridere e mi domanda, in un buon italiano, dove io abbia comprato la maglietta. Gli dico che non è in vendita ma si può scaricare gratis dal sito. Mi domanda se posso fornirle l'indirizzo.

A Trento, nello studentato dove vivo, mi reco in segreteria per discutere dell'alloggio, senza accorgermi di indossare la fatidica maglietta. Appena entro il signore che mi accoglie esclama: "Mitica, mi dici dove l'hai comprata che mi farebbe proprio comodo? Con tutti gli studenti internazionali che ci sono qui, mi vergogno parecchio". Gli spiego che può scaricarla dal sito e decide di annotarsi l'indirizzo, dicendo che si farà poi aiutare dalla figlia per capire come fare a stamparla. Qualche giorno incontrandomi in cucina, mi spiega che in Trentino nessuno stampa magliette e domanda se quando torno a Milano gliene posso stampare una.

In generale, ad ogni festa, incontro o conferenza, la maglietta riscuote un certo successo, sguardi del tipo "Poverini cosa avete fatto per meritarvelo" e qualche commento stupito: "Che strano, pensavo fosse un buon politico. So che agli italiani piace.". Raramente qualcuno si dimostra anche un po' sorpreso, come quel bulgaro di Sofia che mi dice convinto: "He is so cool! He f*cks all the girls he wants".




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